ANNO
2013

FATTO
Dall'esame dei tabulati del suo telefono, la Digos appure che A.A. si trovava nell'area dello Stadio Olimpico e del quartiere Flaminio al momento degli assalti ai commissariati di polizia e delle caserme dei carabinieri, avvenuti dopo l'omicidio di Gabriele Sandri. Per questo motivo A.A. viene arrestato e tratto a giudizio.

QUESTIONE
La mera presenza dell'imputato sul luogo e al momento del delitto è sufficiente per ritenere provato che egli abbia preso parte a scontri avvenuti con le forze dell'ordine?

RISPOSTA
La Corte di Appello di Roma, in accoglimento dell'impugnazione proposta dall'Avv. Gianluca Ciampa e riformando profondamente la sentenza di primo grado, ha ritenuto che la mera presenza dell'imputato nel quartiere Flaminio nel momento in cui si verificarono gli scontri con le forze dell'ordine non fosse sufficiente per affermare la sua penale responsabilità per tali scontri. I dati emergenti dai tabulati, infatti, consentono genericamente di affermare che un certo telefono cellulare si trova all'interno dell'area servita da una "cella radiobase" in un dato momento, ma non di affermare dove si trovasse di preciso l'imputato. L'ampiezza di tali "celle radiobase" è infatti notevole e pertanto non è possibile, sulla base di questo solo dato, ritenere che l'imputato abbia commesso il delitto a lui ascritto. All'esito del giudizio di appello, peranto, A.A. è stato assolto dai reati commessi contro le foze dell'ordine successivamente all'omicidio di Gabriele Sandri per non aver commesso il fatto.