ANNO
2014

FATTO
La vittima di una rapina accusa la prostituta A.S. di averlo dapprima adescato e quindi rapinato, costringendolo a prelevare a più riprese somme tramite il suo bancomat e quindi consegnandoglieli.

QUESTIONE
Le dichiarazioni della persona offesa di un delitto sono da sole sufficienti a giustificare la condanna dell'incolpato? È necessaria la ricerca di "riscontri"? È necessario un particolare vaglio dell'attendibilità della persona offesa?

RISPOSTA
Per quanto le dichiarazioni della persona offesa non necessitino di "riscontri", è comunque necessario un vaglio particolarmente attento della sua attendibilità, essendo la medesima portatrice di un interesse processuale. Nel caso di specie - a fronte della discolpa offerta dall'imputata, che aveva riferito di un diverbio intercorso con la persona offesa a causa dell'insoddisfazione per le prestazioni sessuali offerte - il Tribunale ha rilevato come le dichiarazioni dell'imputato apparissero nel loro complesso poco attendibili e confutate dalle risultanze processuali. Per questo motivo - accogliendo la tesi sostenuta nella discussione dall'Avv. Gianluca Ciampa - ha assolto l'imputata per non aver commesso il fatto.