Revisione del processo e riparazione per l'ingiusta detenzione

Quando si parla di danno da errore giudiziario e di danno da ingiusta detenzione in Italia i dati numerici sono molto preoccupanti. Le cifre ufficiali del Ministero dell’Economia e delle Finanze indicano in circa 22.000 persone il novero di coloro i quali negli ultimi vent’anni hanno ricevuto indennizzi e risarcimenti da parte dello Stato (per un ammontare totale di oltre 570 milioni di euro) in quanto vittima di errori giudiziari o di ingiusta detenzione.

Si stima comunque che il dato numerico effettivo delle “vittime” di procedure giudiziarie erronee sia di gran lunga superiore, risultando ipotizzata dagli esperti di statistica la impressionante cifra di 50.000 persone coinvolte.

Tutti commettono degli errori, anche i Tribunali; d’altronde anch’essi sono composti da esseri umani i quali, a dispetto di ogni auspicio, non sono infallibili. La legge, tuttavia, permette di porre rimedio ad un errore di valutazione compiuto da un Giudice, anche se solo per mezzo di un risarcimento monetario.

La riparazione dell’errore giudiziario, prevista dagli articoli 643 e seguenti del codice di procedura penale, si riferisce alla condanna irrevocabile, successivamente riconosciuta ingiusta, pronunciata con sentenza o con decreto penale.

La sentenza di condanna ingiusta, già passata in giudicato, può essere revocata attraverso un mezzo straordinario di impugnazione, la revisione del processo, e sostituita con una sentenza di proscioglimento.

Qualora il processo di merito si sia concluso con una sentenza di condanna, divenuta definitiva, ma sussistono prove dimostrative della Vostra innocenza, gli Avvocati dello Studio Legale Ciampa e Associati sono in grado di attivare le necessarie procedure per ottenere la revisione del processo, come previsto dalla legge.

La sentenza eventualmente assolutoria emessa all’esito del processo di revisione costituisce il presupposto per esercitare il successivo diritto alla riparazione pecuniaria, la cui entità sarà commisurata alla durata dell’eventuale espiazione della pena o dell’internamento ed alle conseguenze personali e familiari che Vi sono state causate dalla condanna erronea subita.

Lo Stato provvederà a versarVi una somma di denaro, ovvero una rendita vitalizia, tenuto conto della perdita patrimoniale che avete subito e altresì delle Vostre sofferenze morali, onde consentirVi un più sereno reinserimento nella vita sociale.

Il ricorso per ottenere la riparazione da ingiusta detenzione è previsto dagli artt. 314 e 315 del Codice di Procedura Penale. Il presupposto dal quale muove il legislatore è costituito proprio dalla circostanza che gli organi preposti al giudizio possono commettere un errore nell’applicare una misura cautelare alla persona indagata, il quale la subisce pertanto in maniera ingiusta.

Qualora – come non di rado avviene – il processo di merito si concluda con un’assoluzione e l’imputato abbia subito ingiustamente un periodo di custodia cautelare o agli arresti domiciliari, gli Avvocati dello Studio Legale Ciampa e Associati sono in grado di attivare le necessarie procedure per ottenere il “risarcimento” (o, meglio, la “riparazione”) previsto dalla legge in questi casi.

La riparazione dell’ingiusta detenzione ricorre innanzitutto (art. 314, comma 1, c.p.p.) quando siete stati prosciolti con sentenza irrevocabile perché il fatto non sussiste, per non aver commesso il fatto, perché il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato. E’ importante tenere presente che, ai sensi del successivo comma 3 della medesima norma, alla sentenza di assoluzione sono parificati la sentenza di non luogo a procedere e il provvedimento di archiviazione. Inoltre può determinarsi una detenzione ingiusta allorquando la custodia cautelare Vi sia stata applicata illegittimamente, cioè senza che ricorressero le condizioni di applicabilità previste dalla legge, a prescindere dalla sentenza di assoluzione o di condanna.

E’ bene altresì sapere che la riparazione per ingiusta detenzione viene estesa alle ipotesi di detenzione cautelare sofferta in misura superiore alla pena irrogata.

La domanda di riparazione per l’ingiusta detenzione deve essere presentata a pena di inammissibilità entro due anni dal giorno in cui la sentenza di assoluzione o condanna è diventata definitiva.

E’ obbligatoria l’assistenza di un legale munito di procura speciale e la parte che si trovi nelle condizioni di reddito previste dalla legge può anche chiedere il patrocinio a spese dello Stato.

Nel caso di decesso della persona che ha subito l’ingiusta detenzione possono richiederne la riparazione: il coniuge, i discendenti e gli ascendenti, i fratelli e le sorelle, gli affini entro il primo grado e le persone legate da vincolo di adozione con quella deceduta.

Inoltre tutti coloro che sono stati licenziati dal posto di lavoro che occupavano prima della custodia cautelare e per tale causa, hanno diritto di essere reintegrati nel posto di lavoro, se viene pronunciata nei loro confronti sentenza di assoluzione, di proscioglimento o di non luogo a procedere ovvero ne viene disposta l’archiviazione.

Come può comprendersi dalla breve disamina di cui sopra, qualora riteniate di aver diritto alla revisione del processo, ovvero alla riparazione del danno da errore giudiziario o per l’ingiusta detenzione subita, sarà necessario svolgere una complessa e articolata attività difensiva per affrontare la procedura finalizzata al riconoscimento delle Vostre ragioni.

Nel caso della revisione, una particolare attenzione dovrà essere riservata all’eventuale nomina di investigatori di provata esperienza, che siano in grado di offrire il loro ausilio nella predisposizione della linea difensiva: la rete di consulenti di cui si avvale lo Studio Legale Ciampa e Associati sarà messa al Vostro servizio per trovare la migliore soluzione del Vostro caso.

Gli Avvocati dello Studio Legale Ciampa e Associati hanno accumulato anni di esperienza nella difesa di persone condannate ingiustamente, ovvero ingiustamente detenute prima di essere assolte, e ciò consente loro di comprendere agevolmente tutte le Vostre necessità nel caso in cui abbiate diritto alla revisione del processo, o vogliate comunque essere risarcite dei danni patiti a causa di un errore giudiziario o di un’ingiusta detenzione.

Grazie a un’eccellente conoscenza della disciplina penale e processuale relativa alle materie sopra indicate e all’esperienza acquisita nella difesa di persone ingiustamente condannate o detenute, la nostra squadra di Avvocati è pronta a far valere i Vostri diritti dinnanzi alle competenti autorità giudiziarie.

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Ottenere l’assistenza di un Avvocato che comprende perfettamente la disciplina della revisione del processo nonché della riparazione del danno da errore giudiziario o da ingiusta detenzione è fondamentale per difendersi in procedure così complicate.

Potete contattare i nostri Esperti ai numeri 0670476877 – 0670474051 per parlare con un Avvocato del Vostro caso oggi stesso!

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